Sotto lo stesso nome si nascondono prodotti molto diversi. La stagionatura del Parmigiano Reggiano trasforma struttura, profumo e uso in cucina. Parte tutto da un minimo di 12 mesi, ma le differenze interessanti iniziano dopo.
Le stagionature più comuni
- 24 mesi: equilibrato, friabile, note di burro e frutta fresca. Ottimo da tavola
- 36 mesi: più asciutto e granuloso, compaiono i cristalli di tirosina, profumi di frutta secca e brodo
- 48 mesi e oltre: intenso, deciso, quasi piccante. Da meditazione, con una goccia di balsamico tradizionale
Quei piccoli granelli croccanti non sono "sale" ma cristalli di amminoacidi: segno di una lunga e corretta stagionatura.
Domande frequenti
Quale scegliere per cucinare?
Un 24-30 mesi fonde e amalgama bene in pasta e risotti; le lunghe stagionature si gustano meglio a scaglie, a crudo.
Come si conserva?
In frigo avvolto in un panno leggermente umido o in carta da formaggio, mai nella pellicola che lo "soffoca".
Fonte: Consorzio Parmigiano Reggiano
Iscriviti alla newsletter di Modena Tipico per ricevere ogni settimana storie, ricette e indirizzi dei sapori tipici di Modena.
