Chi si aspetta un rosso impenetrabile resta spiazzato: il Lambrusco di Sorbara è chiaro, quasi rosato, con una spuma rosa brillante. Non è un difetto, è la sua natura. Il vitigno ha una scarsa fertilità e fiori che spesso non allegano, così la buccia cede meno colore al vino.
Da cosa dipende
- Vitigno a bacca poco colorante, spesso vinificato con una piccola quota di Salamino per stabilizzare la resa
- Terreni sabbiosi della bassa modenese, tra i fiumi Secchia e Panaro
- Acidità alta che dà freschezza e quel finale "sgrassante" perfetto a tavola
Il risultato è un frizzante teso, profumato di violetta e agrumi, che pulisce il palato tra un boccone di gnocco fritto e una fetta di salume.
Domande frequenti
Il Sorbara va servito freddo?
Sì, intorno agli 8-10 °C: la temperatura bassa ne esalta freschezza e bollicina.
Con cosa si abbina?
Salumi, gnocco fritto, tigelle e fritti: la sua acidità taglia il grasso meglio di molti rossi fermi.
Fonte: Consorzio Tutela Lambrusco
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